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In Provincia si è svolta una iniziativa sull’autismo promossa dalla Consulta provinciale per la disabilità

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In Provincia si è svolta una iniziativa sull’autismo promossa dalla Consulta provinciale per la disabilità

Nella sala Pegaso del Palazzo della Provincia di Grosseto, questa mattina, si è svolta una iniziativa promossa dalla Consulta provinciale per la disabilità in occasione della “Giornata Mondiale di Consapevolezza sull’Autismo”, con la partecipazione di giovani studenti, famiglie e membri della comunità. La presenza attiva e commovente di tanti ragazzi ha testimoniato il vero significato del concetto di inclusione.

Organizzato dall’ISIS Leopoldo II di Lorena, in qualità di membro dell’assemblea della Consulta, questo incontro si è proposto come un momento di unione e vicinanza alle persone con autismo e alle loro famiglie. Il patrocinio della Provincia, del Comune di Grosseto e della Consulta Comunale per la disabilità ha conferito all’evento un ulteriore valore simbolico, con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità e l’opinione pubblica nel contrastare l’isolamento delle persone con neurodivergenza, in particolare quelle in età scolare.

“È fondamentale ricordare che nessuna famiglia deve sentirsi sola – ha detto Elena Improta, presidente della Fondazione la “Casa di Mario” e dell’associazione “Oltre lo sguardo”, intervenuta in qualità di vicepresidente della Consulta provinciale della disabilità. – L’autismo non riguarda solo chi ne è direttamente coinvolto, ma interpella l’intera comunità: scuole, associazioni, istituzioni, cittadini. Fare rete non è uno slogan, ma una necessità concreta. Significa condividere risorse, costruire percorsi inclusivi, sostenere chi ogni giorno affronta sfide complesse con forza e dedizione. In questo contesto, – ha aggiunto Improta – serve un impegno reale per rafforzare i servizi, sostenere le famiglie e riconoscere pienamente il ruolo dei caregiver, non solo a parole ma con azioni tangibili. Una società davvero inclusiva si misura dalla capacità di prendersi cura dei suoi membri più fragili, senza lasciare indietro nessuno”.

Durante la mattina, è stato presentato un modello di buone pratiche inclusive sviluppato dall’istituto Leopoldo II di Lorena con il laboratorio “Il Giardino di Leopoldo” ed è stato mostrato un libro illustrato, realizzato per valorizzare la storia di un giovane studente speciale, mettendo in luce la sua personalità e il suo talento.

 “Quando si parla di buone pratiche c’è prima di tutto la volontà del voler condividerle in quanto hanno prodotto risultati positivi e misurabili. – afferma il professor Giovanni D’Onofrio, organizzatore dell’evento e membro della Consulta provinciale – È questo il caso de Il Giardino di Leopoldo progetto laboratoriale permanente dell’ISIS Leopoldo II di Lorena da me diretto, che oltre a favorire l’apprendimento e l’inclusione in maniera partecipativa, si concentra sulla personalizzazione dell’intervento valorizzando le abilità manifestate e nel far emergere quelle latenti, in un percorso che accompagna lo studente a raggiungere benessere ed equilibrio per lo sviluppo della sua personalità, per divenire protagonista e dire al mondo IO ESISTO!”

L’evento ha riunito associazioni e cittadini desiderosi di stringersi in un abbraccio simbolico, contribuendo a creare una rete di supporto e comprensione.

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