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Grosseto, nel Palazzo della Provincia la mostra fotografica di Carlo Tardani“GITANI Pellegrinaggio a Saintes Maries de la Mer”

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Grosseto, nel Palazzo della Provincia la mostra fotografica di Carlo Tardani“GITANI Pellegrinaggio a Saintes Maries de la Mer”

Grosseto, nel Palazzo della Provincia la mostra fotografica di Carlo Tardani“GITANI Pellegrinaggio a Saintes Maries de la Mer”

Sarà inaugurata sabato 7 febbraio, alle ore 10.30, nella Sala Pegaso del Palazzo della Provincia di Grosseto, la mostra fotografica di Carlo Tardani, dal titolo “GITANI, Pellegrinaggio a Saintes Maries de la Mer”. Il progetto fotografico riguarda il pellegrinaggio dei gitani a Saintes Maries de la Mer, cittadina francese situata sulla foce del Rodano, gemellata dal 1999 con la città di Grosseto.

Ogni anno migliaia di Rom, Sinti e altri gruppi provenienti da tutta Europa convergono in questo paese della Camargue, nel mese di maggio, per venerare la loro protettrice, Santa Sara, una santa nera, laica, non riconosciuta dalla chiesa.

La mostra si compone di 100 immagini in bianco e nero. Il lavoro fotografico di Carlo Tardani nasce dal desiderio di raccontare l’evoluzione di questa festa, mettendo a confronto gli scatti fotografici che ha realizzato negli anni Ottanta con quelli del 2025, due epoche lontane quarant’anni, in un dialogo visivo che consente di osservare i mutamenti avvenuti nei costumi, nelle modalità di partecipazione alla festa, nel rapporto con lo spazio urbano e con la tradizione.

“Accogliamo con grande piacere questa esposizione fotografica di Carlo Tardani – sottolinea Francesco Limatola, presidente della Provincia –che offre attraverso un’esperienza visiva ricca e coinvolgente, una testimonianza storica e antropologica che supera l’immagine stereotipata dei popoli rom e sinti, invitando tutti a guardare oltre, per cogliere il significato umano, spirituale e sociale di un rito collettivo che parla di identità, memoria e appartenenza”.

“Con le mie macchine fotografiche ho documentato questa festa nel 1983, 1984, 1985 e poi ci sono tornato nel 2025 – spiega Carlo Tardani – ripetendo l’esperienza esattamente 40 anni dopo. Sono andato a recuperare dal mio archivio fotografico tutto il materiale di quegli anni, l’ho convertito da analogico a digitale in modo da poter mettere a confronto le mie foto degli anni Ottanta con quelle del 2025 per verificare i cambiamenti sociali e di costume avvenuti nella comunità gitana. Ovviamente sono molteplici, come normale che sia. Quarant’anni fa tutte le vie di Saintes Maries de la Mer erano attraversate da chiassose comitive di donne gitane vestite con i tradizionali abiti che le hanno sempre caratterizzate: ampi e lunghi gonnelloni dai colori vistosi e arabescanti, fiori nei capelli e braccia e collo adornati di monili per lo più in oro. Oggi, l’immagine del gitano che viaggia di paese in paese a bordo di carrozze trainate da cavalli è ormai un ricordo sbiadito nel tempo. Accanto alla dimensione religiosa e identitaria che continua a rappresentare il cuore del pellegrinaggio, si affianca una realtà profondamente trasformata dal turismo di massa e dai cambiamenti sociali ed economici che hanno interessato la comunità gitana e il territorio della Camargue. Molte delle comunità gitane sono ormai avviate ad un processo di sedentarizzazione che porta mutamenti in quella che è sempre stata la loro tradizione dei figli del vento. Un modo per permettere alla cultura gitana di continuare ad evolversi cercando di adattarsi alle sfide del mondo contemporaneo.”

La mostra resta visitabile fino al 21 febbraio dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 17. Sabato e domenica chiuso.

Carlo Tardani, fotografo di origine follonichese, che vive da qualche anno a Castel del Piano, è noto per il suo impegno nella fotografia documentaria e di strada, con una visione che coglie la quotidianità e le relazioni sociali attraverso immagini in bianco e nero. Tra le più riuscite, nel 2015, la mostra “La Strada, la Piazza alla Pinacoteca Civica di Follonica, sempre nel 2015 espone alla Galleria Weinerei Spazio Sedici di Marostica (VI) con “Urban Street”.

Nel 2018 presenta un reportage dei suoi viaggi in treno – “Il Viaggio Circolare” –  alla Young Photo Gallery di Padova e alla Galleria Spaziografico di Massa Marittima, poi pubblicato online anche da Exibart. 

Nel 2021 fonda, insieme a Polvani l’associazione “Immagini e Parole” e nello stesso anno pubblicano insieme il libro fotografico “Senzuno: personaggi e storie di un rione che cambia rimanendo sé stesso.” Tardani nel 2022 ha collaborato anche al libro e alla mostra fotografica “Il Giglio: i 10 anni che sconvolsero l’isola”.

“Appartengo a quella generazione troppo giovane per vivere la forte carica contestatrice giovanile del ’68 e ormai troppo vecchia per comprendere le esperienze culturali, creative e irridente del movimento del ’77. –spiega Carlo Tardani – ma ne sono rimasto fortemente influenzato. Da qui scaturisce il mio modo di concepire la vacanza non come periodo di riposo ma occasione di scoperta di persone e culture diverse da noi. E quindi, via verso l’India, il deserto del Sahara, le capitali del Maghreb e le città europee con la voglia di apprendere più cose possibili. Poi, al ritorno, la necessità di conservare quelle emozioni, di raccontare le esperienze vissute e quindi la macchina fotografica, prima analogica e poi digitale, è sempre stato lo strumento che mi ha permesso di esprimere il mio punto di vista sul mondo.”

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