Torna sull’argomento la presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia di Grosseto, Veronica Tancredi, che già nei mesi scorsi era intervenuta pubblicamente esprimendo preoccupazione per una bozza di decreto legislativo del Governo Meloni, che prevedeva la soppressione delle Consigliere di Parità territoriali, sostituendole con un organismo nazionale centrale che subentra alla Consigliera nazionale di Parità e all’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali). La Presidente Tancredi, in quell’occasione, invitava a firmare la petizione per dire no alla soppressione delle strutture territoriali.
“Rispetto alla bozza iniziale, il testo approvato il 7 maggio e uscito in gazzetta il 23, mantiene la rete territoriale delle Consigliere e dei Consiglieri di Parità. – sottolinea Veronica Tancredi, presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità di Grosseto – Certamente un risultato importante, ottenuto grazie alla mobilitazione delle stesse consigliere, dei sindacati, delle associazioni, di politica e istituzioni e di tante persone che hanno fatto sentire la propria voce. Tuttavia, il nuovo decreto non ci consegna un quadro chiaro per i territori. Resta infatti una domanda di fondo: con quali risorse queste figure potranno svolgere i compiti loro assegnati?”
“La riforma -prosegue Veronica Tancredi -concentra a livello centrale ingenti risorse economiche destinate al nuovo Organismo per la Parità (Un fondo di quasi 8milioni di euro all’anno, a decorrere dal 2027, oltre a ulteriori 2.035.357 euro annui a valere sul fondo di rotazione). Per quanto riguarda le Province, le Consigliere di Parità continueranno a prendere solo 68 euro lordi mensili erogati dalle amministrazioni provinciali che possono decidere di aumentare questo compenso fino al massimo il quintuplo: 340 euro lordi mensili. Un’occasione persa per valorizzare e potenziare un presidio importante e un servizio gratuito per la tutela di lavoratrici e lavoratori che subiscono discriminazioni sul lavoro. Laddove si investe in questo servizio, si riscontra un aumento dei casi trattati, molti di questi per mobbing o per problemi di conciliazione vita-lavoro”.
Per la presidente della Commissione provinciale Pari Opportunità di Grosseto il tema non è astratto, ma riguarda problemi concreti che emergono ogni giorno anche nella realtà locale. “L’indagine che abbiamo promosso sul nostro territorio, tra il 2024 e il 2025, come Commissione provinciale Pari Opportunità insieme alla Consigliera di parità e ai sindacati – prosegue Tancredi – conferma che molestie e discriminazioni sul lavoro esistono anche in provincia di Grosseto e riguardano sia il settore pubblico che quello privato. È emerso soprattutto il peso della violenza psicologica e il forte timore di denunciare per paura di conseguenze sul lavoro. L’indagine ci ha mostrato che, persino nei contesti considerati più tutelati, esistono situazioni di disagio e discriminazione. E se questi fenomeni emergono tra lavoratrici e lavoratori con contratti stabili, possiamo immaginare quanto siano ancora più sommersi tra chi vive condizioni di precarietà. Per questo la sfida delle pari opportunità non si vince soltanto con le riforme sulla carta. Servono presìdi vicini alle persone, capaci di ascoltare, intervenire e costruire reti sul territorio. Centralizzare le risorse senza rafforzare chi opera ogni giorno a contatto con la realtà rischia di indebolire proprio quella prossimità che rende efficace la tutela dei diritti.”