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AMBIENTE
L’itinerario si sviluppa tutto all’interno
del bacino del Fiume Pecora e dei suoi affluenti (Venelle, Aronna - Gora
delle Ferriere, Rigiolato) che guarda verso il mare del Golfo di Follonica.
Il clima è tipicamente marittimo
con inverni non eccessivamente rigidi ed estate calda e asciutta, mitigata
durante il giorno dalle brezze marine.
Svilluppandosi prevalentemente in aree
pianeggianti, solo per brevi tratti il percorso si sviluppa all’interno
dei boschi che invece sono notevolmente estesi sulle colline che lo circondano.
La vegetazione assolutamente preponderante
è quella della macchia mediterranea con prevalenza di formazioni
arbustive e di cedui di specie sempreverdi. Le specie più rappresentate
sono il leccio, il corbezzolo, la fillirea, l’erica, il mirto; nelle zone
più fresche oltre all’orniello si possono riscontrare l’acero campestre,
il frassino, la roverella. Pure estese sono le sugherete, soprattutto
sulle colline a sud-ovest di Massa Marittima.
Piccole superfici a pineta si riscontrano
quasi ovunque in prossimità del percorso, impiantate nel passato
su boschi degradati o ex coltivi. I corsi d’acqua sono spesso accompagnati
da pioppi e salici, ma non mancano, anche lungo il percorso, piccole zone
umide con presenza di giunchi e di iris.
Di particolare interesse il lungo viale
(circa 4,5 km.) di cipressi che accompagna l’itinerario tra Valpiana e
Cura Nuova.
La fauna della zona è particolarmente
ricca data la grandissima estensione di ambienti a bassa antropizzazione
e ai boschi delle Colline Metallifere. Oltre ai cinghiali, presenza quasi
simbolo della maremma, numerosi sono i caprioli, le volpi, gli istrici,
i tassi, i ricci, le donnole, le faine. Impossibile elencare le numerosissime
specie di uccelli presenti, basti solo ricordare, anche come indice dell’ottima
conservazione degli habitat la presenza di molti falchi (dalla poiana,
al Biancone, al piccolo Gheppio, ecc.) e da pochi anni anche delle cicogne,
reintrodotte a cura del vicino Centro Carapax.
DESCRIZIONE ITINERARIO CON PARTENZA
DA MASSA MARITTIMA
| MASSA MARITTIMA VALPIANA
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L'itinerario
inizia a Massa
Marittima, appena fuori dal centro storico, presso la Porta
al Salnitro. Si percorre la passeggiata con pavimentazione in pietra
che conduce ad un ampio parcheggio e si prosegue per una stradina
asfaltata in forte pendenza che rapidamente, tra muretti a secco
e oliveti, arriva alla pianura. E’ questa l’antica via che dalla
parte del mare conduceva a Massa e, insieme al luogo di arrivo a
Gavorrano, è il miglior punto panoramico dell’intero percorso,
rivolto verso la pianura bonificata e a degradare verso il Golfo
di Follonica e le isole dell’arcipelago toscano.
Nella
pianura, a poche decine di metri sulla destra, si ha modo di osservare
il cosiddetto Molinpresso;
da qui si prosegue per una strada sterrata all’interno di un’ampia
zona bonificata nel XVIII secolo dallo Ximenes, dove si fiancheggia
il Centro
Carapax , riconoscibile dall’ampia voliera.
Particolare
attenzione occorre rivolgere all’attraversamento della strada statale
Sarzanese, che occorre percorrere per circa duecento metri in direzione
di Follonica prima di riprendere una strada vicinale sterrata, e
la successiva strada provinciale che si attraversa due volte utilizzando
il vecchio percorso della ferrovia
Massa Marittima-Follonica.
Tutto
il percorso è comunque ben segnalato, anche nei bivi particolarmente
difficili, e la massicciata ferroviaria si addentra in un percorso
assai piacevole e pianeggiante tra prati e boschi. Unica deviazione
in prossimità di un ex casello, oggi abitazione privata,
che occorre superare utilizzando un piccolo sentiero un po’ scosceso.
Si
arriva infine a Valpiana,
che occorre attraversare prima di intraprendere nuovamente
il percorso
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| VALPIANA - PELAGONE |
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L'itinerario riprende dalla Sarzanese,
in direzione di Follonica, ma ci si può collegare anche utilzzando
per circa un chilometro la sentieristica della Comunità Montana
che parte immediatamente prima del ponte sulla Gora delle Ferriere
all’interno dell’abitato. Si fiancheggia un inceneritore dismesso
da poco, unico elemento di disturbo in una campagna poco antropizzata
e con visibili ancora i manufatti dell’attività di fusione.
Si prosegue per una strada sterrata che da un certo punto è
affiancata in entrambi i lati da cipressi. La lunghezza del viale di cipressi
è di ben 4,5 chilometri (sicuramente uno dei più lunghi
conosciuti) e accompagna la passeggiata fino alla piana di Scarlino.
Nella zona sono stati rinvenuti due interessanti reperti; il primo
è un profilo di uomo con barba inciso 11.300 anni fà
su una placchetta di calcare marnoso la cui caratteristica saliente
è che il soggetto risulta attribuibile ad uno specifico individuo;
il secondo è invece una statua-stele di arenaria datata 4.000
a.c. raffigurante schematicamente una figura umana, conservata nel
museo archeologico di Massa Marittima.
Il viale di cipressi termina in
prossimità della nuova superstrada e l’itinerario la affianca
in elevato per un breve tratto dopodichè si inoltra nuovamente
verso le colline, ricche di vigneti, fino a giungere in Comune di
Gavorrano presso il villaggio turistico del Pelagone con il suo
campo da golf.
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| PELAGONE GAVORRANO |
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Superata
su di un cavalcavia la superstrada, si percorre una stradina asfaltata
che conduce fino alla vecchia statale Aurelia. In questa zona, dove
si concentrano vecchia e nuova aurelia, nonché la ferrovia,
l’itinerario riprende dalla vecchia Aurelia lungo la strada che
conduce a Bagno di Gavorrano a circa 500 mt. di distanza. Il percorso
per raggiungere il punto è ben segnalato, occorre comunque
arrivare all’ex passaggio a livello di San Giuseppe e proseguire
fino a un sottopasso della ferrovia che porta all’Aurelia. Immediatamente
dopo si prosegue lungo la strada per Bagno di Gavorrano e dopo circa
200 mt. si devia a sinistra lungo un canale di recente costruzione,
legato alle bonifiche delle discariche minerarie.
Attraversata
la piana si comincia infine a salire verso il poggio di Gavorrano,
dapprima dolcemente ma in seguito con un itinerario in forte pendenza.
Il percorso attraversa l’ex area mineraria del Rigoloccio
dove sono ancora numerosi gli edifici dismessi, legati a quell’attività,
in via di recupero nell’ambito del Parco
Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere; tra
questi spicca la caratteristica sagoma del castello di pozzo 4.
L’arrivo
a Gavorrano
in piazza della Resistenza, nelle immediate vicinanze del
centro storico del paese e a circa un chilometro al centro di educazione
ambientale della Finoria
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