Da Massa Marittima a Gavorrano

INDICAZIONI GENERALI

L'itinerario è piuttosto lungo (circa 25 km) e per agevolarne la consultazione è stato suddiviso in tre parti per chi volesse pecorrerne anche solo alcuni tratti.
Lungo l’itinerario si incrocia in varie località la sentieristica della Comunità Montana delle Colline Metallifere con la quale si integra (è disponibile una carta in scala 1:50.000 di detta sentieristica).
Per l’escursione in bicicletta è da utilizzarsi la mountain bike dal momento che per la maggior parte si percorrono strade con fondo sterrato.
Le stagioni migliori sono la primavera e l’autunno ma anche nelle altre stagioni (con i dovuti accorgimenti) è possibile intraprendere il percorso.
La partenza a Massa Marittima è a quota 345 mt. sul livello del mare e l’arrivo a Gavorrano è a mt. 260, ma l’itinerario, una volta discese rapidamente le due località, si sviluppa quasi tutto in aree pianeggianti senza particolari declivi.

Numeri utili:

Amatur (Consorzio di Promozione Turistica) -Tel. 0566/902756
Comune di Massa Marittima ­ Tel 0566/902051
Comune di Gavorrano ­ Tel 0566/843111
Comunità Montana Colline Metallifere ­ Tel. 0566/904012

CARTOGRAFIA 1:10.000
Cartografia in formato pdf Acrobat

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AMBIENTE

L’itinerario si sviluppa tutto all’interno del bacino del Fiume Pecora e dei suoi affluenti (Venelle, Aronna - Gora delle Ferriere, Rigiolato) che guarda verso il mare del Golfo di Follonica.

Il clima è tipicamente marittimo con inverni non eccessivamente rigidi ed estate calda e asciutta, mitigata durante il giorno dalle brezze marine.

Svilluppandosi prevalentemente in aree pianeggianti, solo per brevi tratti il percorso si sviluppa all’interno dei boschi che invece sono notevolmente estesi sulle colline che lo circondano.

La vegetazione assolutamente preponderante è quella della macchia mediterranea con prevalenza di formazioni arbustive e di cedui di specie sempreverdi. Le specie più rappresentate sono il leccio, il corbezzolo, la fillirea, l’erica, il mirto; nelle zone più fresche oltre all’orniello si possono riscontrare l’acero campestre, il frassino, la roverella. Pure estese sono le sugherete, soprattutto sulle colline a sud-ovest di Massa Marittima.

Piccole superfici a pineta si riscontrano quasi ovunque in prossimità del percorso, impiantate nel passato su boschi degradati o ex coltivi. I corsi d’acqua sono spesso accompagnati da pioppi e salici, ma non mancano, anche lungo il percorso, piccole zone umide con presenza di giunchi e di iris.

Di particolare interesse il lungo viale (circa 4,5 km.) di cipressi che accompagna l’itinerario tra Valpiana e Cura Nuova.

La fauna della zona è particolarmente ricca data la grandissima estensione di ambienti a bassa antropizzazione e ai boschi delle Colline Metallifere. Oltre ai cinghiali, presenza quasi simbolo della maremma, numerosi sono i caprioli, le volpi, gli istrici, i tassi, i ricci, le donnole, le faine. Impossibile elencare le numerosissime specie di uccelli presenti, basti solo ricordare, anche come indice dell’ottima conservazione degli habitat la presenza di molti falchi (dalla poiana, al Biancone, al piccolo Gheppio, ecc.) e da pochi anni anche delle cicogne, reintrodotte a cura del vicino Centro Carapax.

DESCRIZIONE ITINERARIO CON PARTENZA DA MASSA MARITTIMA

MASSA MARITTIMA ­ VALPIANA

L'itinerario inizia a Massa Marittima, appena fuori dal centro storico, presso la Porta al Salnitro. Si percorre la passeggiata con pavimentazione in pietra che conduce ad un ampio parcheggio e si prosegue per una stradina asfaltata in forte pendenza che rapidamente, tra muretti a secco e oliveti, arriva alla pianura. E’ questa l’antica via che dalla parte del mare conduceva a Massa e, insieme al luogo di arrivo a Gavorrano, è il miglior punto panoramico dell’intero percorso, rivolto verso la pianura bonificata e a degradare verso il Golfo di Follonica e le isole dell’arcipelago toscano.

Nella pianura, a poche decine di metri sulla destra, si ha modo di osservare il cosiddetto Molinpresso; da qui si prosegue per una strada sterrata all’interno di un’ampia zona bonificata nel XVIII secolo dallo Ximenes, dove si fiancheggia il Centro Carapax , riconoscibile dall’ampia voliera.

Particolare attenzione occorre rivolgere all’attraversamento della strada statale Sarzanese, che occorre percorrere per circa duecento metri in direzione di Follonica prima di riprendere una strada vicinale sterrata, e la successiva strada provinciale che si attraversa due volte utilizzando il vecchio percorso della ferrovia Massa Marittima-Follonica.

Tutto il percorso è comunque ben segnalato, anche nei bivi particolarmente difficili, e la massicciata ferroviaria si addentra in un percorso assai piacevole e pianeggiante tra prati e boschi. Unica deviazione in prossimità di un ex casello, oggi abitazione privata, che occorre superare utilizzando un piccolo sentiero un po’ scosceso.

Si arriva infine a Valpiana, che occorre attraversare prima di intraprendere nuovamente il percorso


VALPIANA - PELAGONE

L'itinerario riprende dalla Sarzanese, in direzione di Follonica, ma ci si può collegare anche utilzzando per circa un chilometro la sentieristica della Comunità Montana che parte immediatamente prima del ponte sulla Gora delle Ferriere all’interno dell’abitato. Si fiancheggia un inceneritore dismesso da poco, unico elemento di disturbo in una campagna poco antropizzata e con visibili ancora i manufatti dell’attività di fusione. Si prosegue per una strada sterrata che da un certo punto è affiancata in entrambi i lati da cipressi. La lunghezza del viale di cipressi è di ben 4,5 chilometri (sicuramente uno dei più lunghi conosciuti) e accompagna la passeggiata fino alla piana di Scarlino. Nella zona sono stati rinvenuti due interessanti reperti; il primo è un profilo di uomo con barba inciso 11.300 anni fà su una placchetta di calcare marnoso la cui caratteristica saliente è che il soggetto risulta attribuibile ad uno specifico individuo; il secondo è invece una statua-stele di arenaria datata 4.000 a.c. raffigurante schematicamente una figura umana, conservata nel museo archeologico di Massa Marittima.

Il viale di cipressi termina in prossimità della nuova superstrada e l’itinerario la affianca in elevato per un breve tratto dopodichè si inoltra nuovamente verso le colline, ricche di vigneti, fino a giungere in Comune di Gavorrano presso il villaggio turistico del Pelagone con il suo campo da golf.


PELAGONE ­ GAVORRANO

Superata su di un cavalcavia la superstrada, si percorre una stradina asfaltata che conduce fino alla vecchia statale Aurelia. In questa zona, dove si concentrano vecchia e nuova aurelia, nonché la ferrovia, l’itinerario riprende dalla vecchia Aurelia lungo la strada che conduce a Bagno di Gavorrano a circa 500 mt. di distanza. Il percorso per raggiungere il punto è ben segnalato, occorre comunque arrivare all’ex passaggio a livello di San Giuseppe e proseguire fino a un sottopasso della ferrovia che porta all’Aurelia. Immediatamente dopo si prosegue lungo la strada per Bagno di Gavorrano e dopo circa 200 mt. si devia a sinistra lungo un canale di recente costruzione, legato alle bonifiche delle discariche minerarie.

Attraversata la piana si comincia infine a salire verso il poggio di Gavorrano, dapprima dolcemente ma in seguito con un itinerario in forte pendenza. Il percorso attraversa l’ex area mineraria del Rigoloccio dove sono ancora numerosi gli edifici dismessi, legati a quell’attività, in via di recupero nell’ambito del Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere; tra questi spicca la caratteristica sagoma del castello di pozzo 4.

L’arrivo a Gavorrano in piazza della Resistenza, nelle immediate vicinanze del centro storico del paese e a circa un chilometro al centro di educazione ambientale della Finoria

Schede:

 

 

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