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Consiglio Provinciale del 20 Dicembre 2000

 

Gruppo Democratici

 Gruppo Forza Italia

Marcello RANIERI

presidente del Consiglio Provinciale

    Jacopo PADOVANI  

Lio SCHEGGI

presidente della giunta provinciale

     Lio QUERCI  
 Massimo BORGHI     Gianni GALATOLO  
Enzo ROSSI     Roberto ANTICHI  
Alfredo UBALDI    

 Gruppo Alleanza Nazionale

Michele GIORDANO     Alessandro CARLOTTI  
Cinzia TACCONI in RICCI   Andrea CASAMENTI  
Alduvinca MEOZZI in SALVINI      Luigi MUCCIARELLI  
Uliva GUICCIARDINI CORSI SALVIATI     Alessandra ROMAGNOLI in MECACCI    
Claudio FRANCI       Enzo TURBANTI  
Gloria FARAGLI in VALENTINI    

Gruppo CCD-CDU Democratici di Centro

Susanna CESARETTI      Hubert CORSI  
Roberto CERULLI    
Giuseppe MONACI        
Cesare GENNAI        

Consiglio provinciale del 20 dicembre 2000


Ordine del Giorno



Prima dell'inizio della discussione dei punti all'ordine del giorno il consigliere di Forza Italia Roberto Antichi ha chiesto al presidente Lio Scheggi le intenzioni della Provincia riguardo al ricorso al Tar della Lav per gli abbattimenti di selezione.

"Dopo la sentenza del Tar abbiamo avuto un incontro con l'Istituto nazionale per la fauna selvatica e in base anche alle indicazioni avute stiamo elaborando un piano triennale per il contenimento della fauna selvatica _ ha ribadito il presidente Scheggi _. Per quello che riguarda l'attività annuale stiamo ridefinendo la deliberazione anche se sostanzialmente non cambia molto. Noi abbiamo rispettato quanto previsto dal Tar ed entro il 20 gennaio assumeremo questo nuovo atto. L'Amministrazione provinciale ha a cuore la tutela della fauna, ma è anche vero che esistono fenomeni degenerativi che ne alterano l'equilibrio, in particolare per alcune specie di ungulati. In questi casi dobbiamo intervenire. Si tratta di situazioni che quando attueremo alcune azioni previste dal Piano faunistico venatorio dovremo valutare attentamente per evitare di mettere in discussione l'attività venatoria stessa".


COMUNICAZIONI


Comunicazione del presidente della Provincia

Il presidente Scheggi ha preso la parola per annunciare un avvenuto incontro (il giorno prima del consiglio) a Roma con il Ministero dell'Industria per la questione ENI. "Erano presenti anche i rappresentanti dei Comuni della zona Nord della provincia, il presidente della Regione Toscana Claudio Martini e alcuni dirigenti del Ministero dell'Ambiente _ ha spiegato _ . Dopo aver ascoltato le varie parti il ministro ha assicurato la volontà di riaprire il dossier ENI per verificare le problematiche rimaste aperte tra ENI, il territorio maremmano e la Regione Toscana relative alla bonifica degli ex siti minerari, al patrimonio destinato in passato all'attività mineraria e al cogeneratore di Scarlino. E' importante sottolineare la grande coesione dimostrata dalle istituzioni locali e la disponibilità del Ministero dell'Industria a riaprire la questione ENI convocando per la settimana compresa tra il 15 e il 20 gennaio un tavolo di confronto. In questa occasione chiederemo al ministro riguardo al cogeneratore coerenza con l'atto di indirizzo della decima Commissione parlamentare e soprattutto chiarezza su alcune questioni in modo da poter avere tutti i giusti elementi per fare le nostre valutazioni. Questo impianto è stato calato sul territorio dall'alto in forte contrasto con le istituzioni locali e i loro piani di sviluppo e fa correre il rischio di gravi lacerazioni tra le stesse istituzioni e tra i cittadini, fatto questo che è stato compreso dal ministro. Ovviamente non possiamo fermarci qui, ma dobbiamo continuare ad incalzare perché venga convocato il tavolo di confronto previsto per gennaio".


DELIBERAZIONI


Deliberazione Giunta provinciale n.329 del 6 novembre 2000 - "Bilancio di previsione 2001 - Variazioni " - Ratifica.

(Del. 169/2000)

Il Consiglio provinciale ha ratificato la delibera n.329 del 6 novembre scorso della Giunta provinciale relativa ad una variazione al Bilancio di previsione 2001.


Il voto: la deliberazione è stata approvata a maggioranza con il voto contrario di An e del Ccd.


Deliberazione Giunta provinciale n.330 del 6 novembre 2000 - "Bilancio di previsione 2000 - Variazioni" - Ratifica.

(Del. 170/2000)

Il Consiglio provinciale ha ratificato la delibera n.330 del 6 novembre scorso della Giunta provinciale relativa ad una variazione al Bilancio di previsione 2001.


Il voto: la deliberazione è stata approvata a maggioranza con il voto contrario di An e del Ccd.


Diploma di Laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici (corso di laurea triennale). Passaggio gestione attività alla società consortile a.r.l. Polo Universitario Grossetano

(Del. 171/2000)

Il Consiglio provinciale ha accettato la proposta della società consortile Polo Universitario Grossetano di trasferire, già a partire dall'anno accademico 2000-2001, la quota a carico del Bilancio destinata al Diploma universitario in Economia e Gestione dei Servizi Turistici a questa stessa società in forma di contributo finalizzato al funzionamento del corso di Diploma stesso e successivamente all'istituendo corso di Laurea prendendo atto che il Polo Universitario Grossetano garantirà con una convenzione all'Università degli Studi di Siena le risorse necessarie allo svolgimento delle attività.

Lo stesso Ateneo ha, però, evidenziato che la trasformazione del Diploma in corso di Laurea e il successivo passaggio alla gestione della società Polo Universitario richiederà agli Enti sostenitori del Diploma universitario (Comune di Grosseto, Provincia, Camera di Commercio) un ulteriore impegno versando una quota di 333 milioni anziché 300 come in passato.

Il Consiglio ha, inoltre, stabilito che la somma spettante alla Provincia sarà liquidata fino alla quota del 70 per cento a seguito della presentazione da parte della società consortile del preventivo di spesa per ogni anno accademico, mentre la quota a saldo sarà versata a seguito della presentazione del consuntivo delle spese sostenute per ogni anno accademico.


Il voto: la deliberazione è stata approvata all'unanimità.


Comune di Manciano - Variante al Piano regolatore generale per interventi vari su un immobile in località Ponticelli di Montemerano. Parere ai sensi dell'articolo 40 - comma 13 - L.R.T. 5 del '95.

(Del. 172/2000)

Il Consiglio provinciale ha espresso un parere di compatibilità riguardo alla Variante urbanistica adottata dal Comune di Manciano per la realizzazione di vari interventi su un immobile in località Ponticelli di Montemerano.


Il voto: la deliberazione è stata approvata all'unanimità.


Regolamento del Sistema delle riserve naturali della provincia di Grosseto: approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni pervenute riguardanti il Regolamento.

(Del. 173/2000)

Il Consiglio provinciale alla fine dello scorso anno ha adottato il Regolamento del sistema delle riserve naturali della provincia di Grosseto. Dal momento, però, che l'applicazione di questo strumento riguarda non solo le riserve ed i parchi già istituiti, ma anche quelli di futura istituzione l'atto di adozione del Regolamento è stato inviato a tutti i Comuni del territorio per eventuali osservazioni. Entro i termini fissati dalla legge sono, quindi, pervenute alcune osservazioni presentate dal signor Argo Fornaciari dell'Azienda ittica Il Padule, all'interno della Diaccia Botrona, e della Confederazione generale dell'agricoltura, a cui l'Amministrazione provinciale ha formulato delle controdeduzioni.

Le osservazioni presentate dal signor Fornaciari sono tutte inerenti a problemi relativi alla gestione della sua azienda all'interno della riserva. Da parte della Provincia c'è, quindi, più volte l'invito a intendere le disposizioni in una prospettiva complessiva più generale e spesso si rimandano varie decisioni agli specifici Piani di gestione e al PPSES ancora in fase di realizzazione e che verranno compilati tenendo conto anche delle peculiari vocazioni di ogni singola area protetta.

Più complesse, invece, le osservazioni presentate dall'UPA (Unione provinciale agricoltori) che riguardano, in particolar modo, la gestione delle attività agricole all'interno delle riserve e nelle aree contigue. A questo proposito la Provincia precisa che la compatibilità delle aziende presenti all'interno delle riserve naturali sarà oggetto dei PPSES e che comunque già il fatto di averle inserite nelle aree protette le rende non completamente incompatibili. Aggiunge anche che è volontà dell'Amministrazione di mantenere ed incentivare le attività economiche compatibili con le finalità di salvaguardia e tutela delle riserve naturali.

Altre precisazioni riguardano la possibilità di interventi per miglioramenti tecnologici sempre, però, se indispensabili alle finalità del Sistema, di ristrutturazione edilizia se questa riguarda la sostituzione di un infisso, di un pavimento, del rifacimento o dell'impermeabilizzazione di un bagno, di accesso alla riserva da parte di amici, parenti ed ospiti in genere di chi vi possiede un bene all'interno.

A proposito del pericolo di incendi la Provincia ha precisato che questo è senza dubbio più presente sui terreni privati e che l'interesse quindi ad un'attenta prevenzione non è in prevalenza pubblico, ma dei singoli proprietari di terreni ed immobili all'interno della riserva.

Il Consiglio provinciale ha, quindi, approvato le controdeduzioni alle osservazioni presentate dall'Azienda ittica Il Padule e dalla Confederazione generale dell'agricoltura di Grosseto.

Il consigliere di Alleanza nazionale Luigi Mucciarelli ha chiesto di mettere a verbale la seguente affermazione: "Questo Regolamento produrrà disagi e un aggravio di costi per i cittadini che risiedono nelle riserve naturali".


Il voto: la deliberazione è sta approvata a maggioranza con il voto contrario del Ccd, di An e di Forza Italia.


Modifiche al Regolamento per il coordinamento della vigilanza volontaria

(Del. 174/2000)

Il Regolamento per il coordinamento della vigilanza volontaria è stato approvato il 10 marzo del '98. Da allora ci sono stati alcuni cambiamenti e per meglio definire il rapporto di collaborazione tra le associazioni, venatorie, ambientaliste ed agricole e l'Amministrazione provinciale si sono rese necessarie alcune modifiche, che, in questa seduta, il Consiglio ha approvato.

Ecco le modifiche apportare:

Art l - Il Comitato di coordinamento assume un carattere prettamente tecnico-operativo a differenza di quello precedente con funzioni non ben definite.

- In considerazione della natura tecnico-operativa funge da Presidente il Comandante del Corpo di Polizia provinciale.

- Viene attuato quanto disposto dall'art 27, comma 7, della L.157192 nonché dall'art 51, comma 4 della L.R.T. n. 3/94 nei quali viene stabilito che la Provincia coordina l'attività della vigilanza di tutte le guardie volontarie delle varie associazioni.

- Il referente delle guardie volontarie è il Corpo di Polizia Provinciale.

Art 2 - Non tutte guardie volontarie in possesso del decreto prefettizio svolgono attività di vigilanza nel territorio libero alla caccia, (le guardie volontarie) che svolgono esclusivamente la vigilanza in strutture faunistiche private come A.F.V., A.A.T.V., Aree addestramento cani, ecc..) Per tale ragione viene stabilito che solo alcune possono far parte del Coordinamento.

- Si inserisce il principio che le guardie volontarie aderenti al Coordinamento possono essere convenzionate tramite apposita convenzione fermo restando che quelle non convenzionate dovranno essere comunque coordinate dalla Provincia.

Art 3 - Il servizio di teleprenotazione determina il momento in cui la Guardia Volontaria è in servizio effettivo quindi è in tale momento che assume la qualifica di Pubblico Ufficiale fino, ovviamente, alla fine dell'espletamento dello stesso.

.-Vengono individuati i raggruppamenti territoriali nei quali le guardie volontarie dovranno espletare il servizio.

Art 4 - Vengono aboliti i compiti della Provincia che rimane comunque il peso del coordinamento della vigilanza volontaria. A tale proposito si ritiene necessario l'individuazione dei locali idonei per le riunioni dei vari raggruppamenti

Art 5 - Viene individuata, con compiti ben definiti, la figura del Responsabile del raggruppamento territoriale che dovrà far da tramite tra la Provincia e le Guardie Volontarie.


Art 6 - Vengono individuati i compiti delle Guardie Volontarie nell'espletamento del loro servizio di vigilanza.

Art 8 - Vengono introdotte sanzioni disciplinari alle Guardie Volontarie che non ottemperano alle disposizioni del presente regolamento prevedendo la revoca dall'eventuale convezione e la comunicazione all'autorità amministrativa competente per la revoca del decreto prefettizio.


Art 9 - Introduzione di alcune norme transitorie e finali tra le quali la deroga all'art. 3 della L.R.T. 48/94, in materia di circolazione fuori strada dei veicoli a motore, delle Guardie Volontarie nell'espletamento del servizio di vigilanza.


Per quanto concerne la convenzione alla quale le varie Associazioni venatorie e ambientaliste ritengono aderire, si è ritenuto necessario apportare alcune modifiche inerenti al corrispettivo finanziario spettante alle stesse che possono riassumersi.

- il 30% del finanziamento totale viene suddiviso tra tutte le associazioni firmatarie;

- il 70% in base al numero delle guardie impiegate ed alle ore di vigilanza effettuate cosi come dettagliatamente riportate in convenzione;

- vengono introdotti criteri per determinare le spese sostenute dalle associazioni;

- viene stabilito in 10 il minimo delle ore di vigilanza che devono essere effettuate mensilmente e comunque in 120 ore annuali;

- viene ribadito che il perno di tutta l'attività di vigilanza volontaria è il Corpo di Polizia Provinciale.


Il voto: la deliberazione è stata approvata a maggioranza con il voto contrario del Ccd, di An e di Forza Italia.


Piano provinciale delle aree sciistiche attrezzate - determinazioni sulle osservazioni, proposte e opposizioni presentate.

(Del. 175/2000)

Il lungo iter del Piano provinciale delle Aree sciistiche attrezzate del Monte Amiata sta per concludersi. Ha alle spalle una lunga storia iniziata nel '95 quando, per dar corso alla legge regionale 93 del '93 che attribuisce alle Province il compito di predisporre con le Comunità Montane interessate il Piano delle Aree sciistiche attrezzate, l'Amministrazione provinciale affidò questo incarico a due professionisti esterni, l'architetto Stefano Giommoni e il geologo Maurizio Santini, con la costituzione anche di un gruppo di lavoro interno all'Ente. Da allora per assicurare la partecipazione di tutti gli enti interessati e di intesa con le Comunità Montane del versante grossetano e senese, sono state effettuati riunioni e confronti, l'ultimo il 13 ottobre del '98 che portò alla messa a punto della proposta del Piano, approvata nel febbraio '99 dalla Giunta provinciale. Questa proposta è stata poi trasmessa a tutte le Amministrazioni interessate: alle due Comunità Montane dell'Amiata, alla Provincia di Siena (il Piano, infatti, interessa anche le aree sciistiche del versante senese della Montagna) e ai Comuni di Castel del Piano, Seggiano ed Abbadia San Salvatore.

Dopo averla esaminata gli enti interessati il 29 marzo del '99 si sono incontrati ed hanno predisposto un documento congiunto in cui sono state definite le richieste di adeguamento, integrazione e modifica alla proposta stessa del Piano, che è stato poi approvato dalle singole Amministrazioni. Così la proposta di Piano provinciale delle Aree sciistiche attrezzate è stata adeguata e conformata alle richieste espresse ed è stata approvata il 14 marzo del 2000 dal Consiglio provinciale. Successivamente il Piano è stato trasmesso ai Comuni interessati e depositato per trenta giorni consecutivi per il recepimento delle osservazioni, delle opposizioni e delle proposte. In tutto sono state presentate 59 con 16 diverse istanze (erano del Comune di Seggiano, Comune di Arcidosso, Comune di Santa Fiora, Comune di Abbadia San salvatore, società Due Cime, Associazione Maestri di sci - Monte Amiata Ovest, signor Auro Gianni (sia per il versante senese che per quello grossetano), società ISA (sia per il versante senese che per quello grossetano), albergo - ristorante Le Macinaie, società Amiata Impianti, società Macchia Faggeta, i Verdi di Abbadia San Salvatore, Comitato di salvaguardia ambiente, Comunità Montana del versante senese).

Le 59 tra osservazioni, proposte e opposizioni sono state, quindi, trasmesse alla Provincia che le ha esaminate e valutate tenendo conto dei principi informatori e strutturali del Piano adottato (adeguamento delle piste esistenti, innevamento artificiale, ammodernamento ed adeguamento funzionale degli impianti) evitando di accogliere quelle richieste che avrebbero potuto snaturare i contenuti di fondo del Piano e la complessiva funzionalità del sistema integrato piste - impianti prevista, quale sintesi condivisa della fase finale di consultazione avvenuta tra gli Enti interessati. Inoltre la non univocità delle osservazioni, opposizioni e proposte presentate che spesso, con riferimento ad uno stesso oggetto propongono soluzioni diverse, spesso contrastanti o addirittura in antitesi tra loro, ha costretto l'Amministrazione provinciale ha dare per ognuna una valutazione, accolta, parzialmente accolta, non accolta, e una precisa risposta corredata dalla motivazione.

Il Consiglio provinciale ha preso, quindi, atto delle comunicazioni conseguenti al deposito del Piano delle Aree sciistiche attrezzate nelle varie Amministrazioni interessate e ha approvato le valutazioni e le motivazioni espresse in merito alle 59 osservazioni, opposizioni e proposte presentate. Ha, infine, deciso di trasmettere il Piano, modificato secondo le osservazioni accolte, alla Giunta regionale toscana che dovrà decidere se dare il suo nulla osta.


Il voto: la deliberazione è stata approvata a maggioranza con il voto contrario del Ccd, di An e di Forza Italia.


Regolamento Cee 1275/99 - Piano di Sviluppo rurale della Toscana - Deliberazione Giunta regionale n. 1249 del 27 novembre 2000 - Piano finanziario enti delegati: approvazione previsione finanziaria per misura/asse/anno di programmazione (2001 - 2006) della Provincia di Grosseto.

(Del. 176/2000)

Il Consiglio provinciale ha approvato la previsione finanziaria 2001 - 2006 scomposta per misura, asse e anno di programmazione elaborata dal Settore Sviluppo Rurale della Provincia per il Piano di sviluppo rurale della Toscana.

Considerato che gli assi sono tre, Asse 1 - Sostegno al sistema produttivo agricolo e agroindustriale; Asse 2 - Sostegno al miglioramento dell'ambiente rurale e Asse 3 - Sostegno allo sviluppo integrato del territorio rurale, mentre le annualità sono 6 ecco come sono stati suddivisi i finanziamenti comunitari:



Asse 1

Asse 2

Asse 3

2001

3.193.717.120

0

400.000.000

2002

3.207.194.220

0

1.800.000.000

2003

4.352.737.442

12.586.598.435

3.798.115.823

2004

6.098.633.376

16.279.839.833

5.073.962.851

2005

6.428.728.783

17.000.437.447

5.322.507.001

2006

6.359.410.219

16.831.483.156

5.264.530.545

Totale

29.640.421.160

62.698.358.870

21.659.116.220


Questi finanziamenti, all'interno dei singoli assi, sono stati poi suddivisi nella varie misure con particolare attenzione per le prime due annualità alla misura 1 (investimenti nelle aziende agricole), mentre non è prevista l'attivazione della misura 6 (Misure agro ambientali) fino al 2001 e sarà aumentata dal 2003 al 2006.

Nell'elaborare questo Piano finanziario la Provincia ha dovuto tener conto di due vincoli stabiliti dal Governo toscano: la suddivisione delle risorse sui 3 assi secondo queste percentuali (il 26 per cento, il 55 per cento e il 19 per cento) e la ripartizione annuale sempre in base a precise percentuali che sono molto basse per il 2001 (3,15 per cento) e per il 2002 (4,39 per cento) per poi cominciare a crescere nel 2003 (18,19 per cento), nel 2004 del 24,8 per cento, nel 2005 del 25,22 per cento e nel 2006 del 24,96 per cento.

Complessivamente delle risorse a disposizione della Regione Toscana alla Provincia di Grosseto spetta il 24 per cento. Un buon risultato che sta nel fatto di essere riusciti in passato a spendere in agricoltura più di quanto avevamo previsto. Il fatto, infine, che le risorse nelle prime annualità del Piano finanziario siano fortemente ridotte dipende dal fatto che una parte è e sarà utilizzata per gli aiuti ai giovani (per inizio attività) e per gli interventi agro ambientali, in tutto circa 45 miliardi.


Il voto: la deliberazione è stata approvata all'unanimità.



INTERROGAZIONI


Interrogazione inerente la determinazione dirigenziale 1316/2000 su alcuni interventi di recupero su un'area del Comune di Monte Argentario presentata dal consigliere di Forza Italia Gianni Galatolo


Il sottoscritto Gianni Galatolo consigliere provinciale venendo a conoscenza dalla rivista "Provincia Informa", di una spesa di 200 milioni inerente ad un progetto esecutivo su un'area del Comune di Monte Argentario

INTERROGA

Per avere tutte le informazioni inerenti al progetto, nonché prenderne materialmente visione.


Risposta del presidente Lio Scheggi

Questa determinazione si riferisce ad un progetto di recupero di un'area interessata da incendio in località Cala Piccola. Per questo intervento la Provincia ha chiesto alla Regione Toscana un impegno finanziario che si è concretizzato in uno stanziamento di 200 milioni. E' stato dato, quindi, incarico ad un professionista esterno per la predisposizione di un progetto di ripristino ambientale che è stato già approvato. I lavori dovrebbero già essere iniziati.


Il consigliere Gianni Galatolo si è dichiarato soddisfatto della risposta.


ORDINE DEL GIORNO


Ordine del giorno - Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro presentato dai consiglieri di maggioranza Cinzia Tacconi e Cesare Gennai


IL CONSIGLIO PROVINCIALE



· Ricordando ancora una volta che la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è innanzi tutto un obbligo dei datori di lavoro, nonché compito fondamentale della società civile e dello Stato;

· Nel convincimento che la questione attiene a diritti fondamentali non subordinabili all’interesse economico e tutelati dalla Costituzione;

· Consapevoli che i motivi fondamentali della impressionante recrudescenza del fenomeno infortunistico vadano ricercati soprattutto:

- nella riduzione della mano d’opera con intensificazione dei ritmi e il prolungamento degli orari di lavoro

- nello squilibrio che connota le attuali "relazioni industriali” per cui i datori di lavoro impongono le proprie esigenze, disarticolando ogni forma di organizzazione del lavoro e di tutela dei diritti


IL CONSIGLIO PROVINCIALE


In special modo dopo gli ultimi tragici avvenimenti

· Esprime innanzitutto cordoglio e solidarietà alle famiglie dei lavoratori deceduti sul lavoro o comunque colpiti da gravi infortuni;

· Manifesta sostegno ai lavoratori e alle loro organizzazioni in tutte quelle vertenze ove si rivendicano la tutela dei diritti personali e collettivi, ove si richiede più sicurezza ed ove si contrasta l’evidente peggioramento delle condizioni generali di lavoro;

· Aderisce sin d’ora alle iniziative che le organizzazioni sindacali vorranno indire in merito alle questioni sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.


IL CONSIGLIO PROVINCIALE


RICHIEDE alla Regione Toscana ed agli enti tecnici preposti la immediata istituzione di una Unità di crisi con l’obiettivo di individuare e rimuovere le situazioni di rischio nei luoghi di lavoro, come previsto dalla legge 626, con priorità nello stabilimento Lucchini S.p.A.

SI IMPEGNA:

· ad assumere iniziative ai vari livelli istituzionali al fine di ottenere urgenti modifiche migliorative della normativa di tutela della sicurezza del lavoro, con particolare riguardo:

- al sistema sanzionatorio, alla rapidità di giudizio e alla certezza delle pene


· a richiedere che la Regione Toscana subordini qualsiasi tipo di accesso a finanziamenti pubblici da parte delle aziende alla piena applicazione delle norme sulla sicurezza, escludendo dai finanziamenti le ditte che:

· a richiedere alle istituzioni preposte un controllo più frequente ed incisivo al fine di una maggiore repressione degli illeciti nell’applicazione delle normative di prevenzione e sicurezza, senza trascurare idonee forme di tutela e garanzia per i lavoratori indirettamente interessati da provvedimenti di sequestro eventuale di impianti.


Il voto: l'ordine del giorno è stato approvato all'unanimità.