06/08/2008 11:12
"Le invisibili" Una
drammaturgia di Emanuela Giordano e Lidia Ravera ispirata al libro
edito da G. Perrone: "Donne ancora bambine oggetti di scambio e di
violenza sessuale, uccise, sfigurate dall'acido per mano di un
fidanzato, di un marito o di un altro familiare"...
Guendalina Di Sabatino
Il
Teatro Stabile d'Abruzzo e la Società per Attori, da un Progetto della
Provincia di L'Aquila in collaborazione con Smileagain, l'associazione
impegnata contro l'acidificazione delle donne nei paesi asiatici, hanno
presentato lo scorso maggio in anteprima nazionale nel Teatro Comunale
del capoluogo abruzzese "Le Invisibili", una drammaturgia di Emanuela
Giordano e Lidia Ravera ispirata al libro "Sorridimi ancora: dodici
storie di femminilità violate" edito da G. Perrone. Storie vere
accadute in paesi dove l'esistenza femminile è senza diritti. Donne
ancora bambine oggetti di scambio e di violenza sessuale, uccise,
sfigurate dall'acido per mano di un fidanzato, di un marito o di un
altro familiare. Delitti insensati, impuniti, compiuti per dimostrare
il potere di decidere il destino di qualcuno che conta meno di te.
Storie raccontate con poetica sublime. "Una preghiera laica per
riflettere sui comportamenti umani incomprensibili, sulla gratuità del
male. Ho immaginato che il racconto fosse un'epica corale - dice
l'autrice e regista Emanuela Giordano - costruita partendo
dall'universalità dell'adolescenza femminile: la bellezza, il gioco, il
candore delle illusioni e delle confidenze, per approdare poi alle
esperienze terribili vissute nei matrimoni combinati. Ho scritto il
testo con Lidia Ravera, alla quale ho chiesto di porsi come
'testimone', come voce di tutti noi che cerchiamo il filo che lega la
nostra vita alla loro, private della dignità di persone". Le attrici
Claudia Gusmano, Sabrina Knaflitz, Serena Mattace Raso, Antonia
Renzella, Laura Rovetti, Silvia Siravo, Eugenia Scotti danno voce e
volto a Saira punita per la povera dote, a Nasreen e Nassera che non si
volevano sposare, a Tasneem che è andata dalla madre senza il permesso
del marito, a Mumtaz che si è rifiutata di vendere la figlia, a Shanaz
che non ha abbassato gli occhi quando avrebbe dovuto, a Sabra che
voleva studiare. Riflessioni di un teatro civile da non perdere, in
tournée da marzo 2009.