21/06/2008 21:38
LIVORNO. Il recente summit dell'Ipcc di Bonn sui cambiamenti climatici
è stato praticamente un nulla di fatto, ma ha dato una tribuna
internazionale all'associazione Women in Europe for a common future
(Wecf) per suscitare una vivace discussione sul nucleare e i
cambiamenti climatici.
La Wecf ha organizzato a Bonn un dibattito sul tema "L'energia nucleare
- Ostacolo ad una vera rotezione climatica" al quale hanno partecipato
numerose rappresentanti di Organizzazioni non governative.
Secondo Daniel Mittler, di Greenpeace Germania «l'energia nucleare
costituisce un problema e non una soluzione. L'energia nucleare è
pericolosa e costosa, e non potrà contribuire abbastanza rapidamente
alla diminuzione di emissioni entro il 2020».
Per Vladimir Slivyak della Ong russa Ecodefence «Alcuni Paesi come la
Francia e e gli Stati Uniti cercano di ottenere un sostegno per le loro
attività nucleari attraverso i meccanismi finanziari messi in atto per
lottare contro il cambiamento climatico. Molte nuove centrali nucleari
sono in pausa di costruzione. L'industria nucleare cerca l'approvazione
delle Nazioni Unite per attrarre nuovi finanziamenti. Questo produce il
rischio che la proliferazione nucleare possa aumentare drammaticamente.
Già oggi il mercato nero di scambio di materiale nucleare costituisce
una reale minaccia terroristica».
La rappresentante di Greenpeace Finlandia, Kaisa Kosonen, ha spiegato
che «il progetto finlandese della centrale nucleare "Olkiluoto-3" è un
perfetto esempio di false promesse. Il costo della centrale nucleare,
costruita dall'impresa francese Areva, è raddoppiato rispetto al budget
iniziale, e il programma ha due anni di ritardo. L'estate scorsa, si
contavano già 1.500 violazioni delle norme di qualità e sicurezza. Il
costo iniziale di questa centrale era stato valutato in 2,5 miliardi di
euro, il contratto è stato firmato per circa 3 miliardi, il costo
reale, secondo stime non ufficiali, sarà di 5,2 miliardi di euro, e il
governo francese sovvenziona questo progetto attraverso la sua agenzia
di credito all'export, la Coface. In conclusione, il contribuente
francese finanzia una larga parte della centrale nucleare finlandese».
Claire Greensfelder, consiglera per l'energia della Wecf, ha citato
l'esperto di nucleare Jim Harding: «Riguardo alle nuove centrali
nucleari negli Stati Uniti, il costo dell'operazione sarà di almeno 30
cents per kw ora, per i primi 12-13 anni, questo pare aberrante quando
sappiamo che le energie eolica e solare sono disponibili a 0,14 cents
per KW ora».
L'ucraina Svetlana Slesarenok, direttrice del "Black sea women's club",
ha detto che il suo Paese «si confronta quotidianamente con i rischi
per la salute dell'industria nucleare. Recentemente mio marito ha
comprato dei pezzi di ricambio per la nostra auto al mercato di Odessa.
Il contatore geiger di un nostro amico scienziato ha dimostrato che
questi pezzi erano altamente radioattivi. Provenivano senza dubbio da
un luogo di Cernobyl. La maggior parte dei pezzi di ricambio per auto
ed altre apparecchiature esposte durante la catastrofe di Cernobyl sono
spariti. Questi pezzi sono stati probabilmente venduti ai Paesi vicini,
compresi i Paesi dell'Unione Europea».
La Slesarenok ha anche portato l'esempio della città accanto alla
miniera di uranio di Dniepropretrovsk, nota per la grande quantità di
rifiuti nucleari scaricati direttamente in un lago di 22 milioni di
metri cubi che, quando in estate le acque calano, spande polvere
radioattiva nell'aria, «nessuno tra la popolazione può essere sicuro di
non essere minacciato dalle scorie nucleari. Se l'Ucraina, la Russia ed
altri Paesi dell'Europa dell'est, del Caucaso e dell'Asia centrale non
possono gestire le loro scorie nucleari, chi può farlo? Anche la
Germania, dopo più di 40 anni, non ha soluzioni per le scorie nucleari».
Olga Senova, degli Amici della Russia baltica, ha spiergato che «Con il
nostro progetto Spare, sostituiamo le finestre delle scuole: per 300
dollai, ogni scuola permette di economizzare 2 megawatt e 2,5 kg di CO2
all'anno a finestra. Se potessimo isolare la totalità delle nostre
mille scuole nella regione del nord- ovest noi potremmo risparmiare
molti gigawatt di elettricità, così potremmo eliminare la sostituzione
della nostra vecchia centrale nucleare "Leningrad". Non abbiamo bisogno
di spendere 3 miliardi di euro per costruire una nuova centrale
nucleare nella nostra regione, come vuole fare il nostro governo. Al
posto di questa bastano 109 milioni di euro per cambiare tutte le
finestre delle scuole».
Le donne sono più coscienti del rischio nucleare anche secondo Ulrike
Roehr, di Genanet-CC - Germania che ha presentato i risultati di un
sondaggio finlandese: «Mentre il 60% degli uomini è favorevole a nuove
centrali nucleari, lo sono solo il 28% delle donne. Anche dopo
Cernobyl, un'inchiesta a dimostrato il ruolo cruciale delle donne
nell'educazione delle loro famiglie per evitare la contaminazione,
sembrano più coscienti dei rischi».
«L'esperienza dei Paesi che attualmente utilizzano l'energia nucleare
dimostra che la sicurezza non è mai totalmente garantita - ha concluso
la direttrice del Wecf, Sascha Gabizon - le centrali nucleari non sono
mai completamente sicure, e i diritti umani non sono rispettati nelle
comunità che vivono vicino a miniere di uranio, a siti di stoccaggio
delle scorie ed a centrali nucleari. Anche se le attività
dell'industria nucleare è stata largamente ridotta dagli anni ‘60, gli
Stati non hanno trovato delle soluzioni per il trattamento delle scorie
che garantiscano la protezione delle generazioni future per i 250 mila
anni a venire. Se i romani avessero utilizzato l'energia nucleare, noi
saremmo ancora a montare la guardia sui loro siti di stoccaggio delle
scorie radioattive».