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News e Iniziative
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"Lavoro e differenza di genere", un percorso di consapevolezza per la valorizzazione del lavoro femminile
Un ciclo di seminari promosso dalla Consigliera Provinciale di parità in collaborazione con gli Assessorati al Lavoro e alle Pari Opportunità
La Consigliera di Parità Fulvia Perillo, in collaborazione con gli Assessorati al Lavoro e alle Pari Opportunità, promuove il ciclo di incontri "Lavoro e differenza di genere". Dal mese di ottobre 2011 alle 9:00, fino al 10 marzo 2012 con una cadenza mensile. I seminari hanno l'obiettivo di favorire percorsi di consapevolezza per la valorizzazione del lavoro femminile, dando una costante attenzione al valore delle diversità. Consulenti esperti di medicina del lavoro, di organizzazione del lavoro e psicologi guideranno il pubblico all'interno delle dinamiche di genere tra le professioni. "Sensibilizzare uomini e donne su queste tematiche è un giusto inizio di percorso per la modernizzazione del nostro tessuto sociale - afferma Fulvia Perillo, Consigliera Provinciale di Parità -. E' importante mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione e tutte le forze in gioco per realizzare effettive strategie e creare spazi di confronto con chi si occupa a vario titolo di lavoro". Nel corso dei seminari saranno affrontati i temi delle condizioni lavorative degli uomini e delle donne e dell'impatto che la differenza di genere ha sui rischi di stress, di infortuni e sulla progressione della carriera. Due approfondimenti specifici saranno anche dedicati al lavoro delle donne immigrate e ai possibili percorsi occupazionali per donne adulte. Alcuni incontri sono stati organizzati in collaborazione con gli attori del territorio, che interverranno direttamente nei seminari per un confronto diretto e attivo con le lavoratrici. "La civiltà di un territorio si misura anche con iniziative di questo genere che vogliono modificare concretamente le pratiche e le abitudini assunte in secoli di comportamenti, quando i ruoli di uomini e donne sembravano immutabili - dichiara Leonardo Marras, presidente della Provincia".
Programma:
8 OTTOBRE 2011 dalle 09.00 alle 13.00 Differenze di genere negli ambienti di lavoro Introduzione Leonardo Marras, Presidente della Provincia di Grosseto Riccardo Bassi, Medico del Lavoro Daniela Antonini, Psicologa Clinica Conclusioni Fulvia Perillo, Consigliera di Parità
12 NOVEMBRE 2011 dalle 09.00 alle 13.00 Sicurezza e tutela del lavoro al femminile In collaborazione con INAIL e ANMIL Teresa Piloni, Direttrice sede INAIL Grosseto Graziano Campinoti, presidente ANMIL
10 DICEMBRE 2011 dalle 09.00 alle13.00 Diversity management: differenza di genere a favore del benessere e dello sviluppo aziendale Claudia Musolesi, Consulente in sviluppo delle risorse umane ed organizzazione del lavoro
14 GENNAIO 2012 dalle 09.00 alle13.00 La condizione lavorativa delle donne immigrate In collaborazione con ARCI, Caritas e Tavolo Migranti del Forum del Terzo Settore
11 FEBBRAIO 2012 dalle 09.00 alle 13.00 Occupabilità: percorsi di transizione al lavoro per donne adulte Gianna Nicaso, Psicologa Paola Paradisi, Consulente di Orientamento Specialistico
25 FEBBRAIO 2012 dalle 09.00 alle 13.00 Donne e Impresa. Storie di donne imprenditrici In collaborazione con Rete Imprese Italia (CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti)
10 MARZO 2012 dalle 09.00 alle 13.00 Professionalità e lavoro al femminile nella Provincia di Grosseto Introduzione Annarita Bramerini, Assessore Regionale Interviene Laura Pippi, Dirigente Dipartimento Servizi alla Persona Provincia di Grosseto Conclusioni Fulvia Perillo Conduce Gianna Nicaso, Psicologa
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CODICE DELLE PARI OPPORTUNITA'
E' entrato in vigore il 15 giugno 2006 il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 recante "Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246" (file in formato .pdf). Il provvedimento, che opera un riordino delle disposizioni volte a combattere le descriminazioni e ad attuare pienamente ed effettivamente il principio di uguaglianza, è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31 maggio 2006 Suppl. Ordinario n. 133. Il Codice, composto di 58 articoli, si divide in quattro libri. Il primo contiene disposizioni generali per la promozione delle pari opportunità tra uomo e donna. Nei libri successivi trovano spazio le disposizioni volte alla promozione delle pari opportunità nei rapporti etico-sociali, nei rapporti economici e nei rapporti civili e politici.
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Differenti i Lavori - Differenti le Malattie Lavoro-Correlate Seminario Differenze di Genere - Provincia di Grosseto 08/10/2011 Dr.Riccardo Bassi Medico del Lavoro il documento di presentazione in pdf.
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Sentenza favorevole del giudice del lavoro in merito al ricorso presentato sulla mancata applicazione della Legge 215 sull'astensione per maternità.
Iniziativa della Consiglierà Regionale di Parità della Toscana
Il testo della sentenza
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"Libro verde sul futuro del modello sociale"
Il Ministero del lavoro , della salute e delle politiche sociali esprime in questo libro l'attuale situazione italiana e auspica con progetti, futuri modelli sociali. La lettura attenta scopre situazioni della nostra società che sono più consciute ai cittadini che a coloro che si dicono "politici" ; l'evidenza dell'oggi non permette più a nessuno di dilazionare all'infinito progetti e provvedimenti che riequilibrino in senso positivo la vita e l'esistenza degli italiani.Siamo tutti chiamati a partecipare, e siamo tutti chiamati a volere..... qualcuno disse "fortissimamente volli ! " .. che il nostro futuro sia degno di quelle tradizioni culturali che sono il bagaglio di cui dobbiamo tener conto per tracciare le vie per i nostri giovani.
SCARICA IL DOCUMENTO in .pdf
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Storico decreto del TAR di Cagliari: annullata la norma discriminatoria che vietava l'utilizzo del part time al personale del corpo di Polizia Municipale.
Eccezionale successo nella lotta alle discriminazioni sul lavoro e per l'affermazione del principio di pari opportunità per uomini e donne in materia di accesso al lavoro: su ricorso presentato dalla Consigliera di Parità Luisa Marilotti, assistita dallo Studio Legale Franco Pilia di Cagliari, contro il Comune di Cagliari, il Tribunale Amministrativo Regionale, riunito con procedura d'urgenza e sotto la presidenza della dott.ssa Lucia Tosti, ieri, 29 novembre, ha emesso un decreto che dispone l'annullamento della norma del Regolamento Comunale e del successivo Bando di Concorso, che vietava l'utilizzo del part time agli agenti del Corpo di Polizia Municipale, perché "in contrasto con le norme di legge che vietano discriminazioni fondate sul sesso nell'accesso al lavoro", violando un principio costituzionale nonché tutta la normativa in vigore in materia di pari opportunità e contrasto alle discriminazioni di genere, ribadita di recente dal Codice sulle Pari Opportunità tra uomo e donna.
"Si tratta di un provvedimento storico - ha dichiarato la Consigliera Regionale di Parità Luisa Marilotti - il primo del genere in Italia, che fa giustizia di una discriminazione in atto contro le vigilesse e le aspiranti a tale ruolo del Corpo di Polizia Municipale di Cagliari. Le ragioni di questa straordinarietà sono molteplici: innanzitutto la procedura d'urgenza accolta dal TAR, in secondo luogo perchè si tratta dell'epilogo di una complessa e travagliata vicenda collettiva di lavoro già affrontata dall'Ufficio, e in terzo luogo perchè è un provvedimento adottato da un giudice amministrativo. Questo decreto esemplare è straordinario perché giunge primo a livello nazionale e servirà sicuramente da apripista per una nuova stagione giuridica di non discriminazione a causa del sesso nella Pubblica Amministrazione per l'accesso al lavoro e per le condizioni in cui questo si svolge.
L'Ufficio della Consigliera - prosegue la Consigliera Luisa Marilotti - è riuscito a raggiungere a questo risultato anche grazie al sostegno convinto dell'Assessore Regionale del Lavoro Romina Congera che sta rafforzando lo stesso Ufficio, aumentandone le risorse da destinare a questo campo e che fin dall'inizio del suo incarico ha puntato su azioni concrete a sostegno della lotta per l'attuazione delle pari opportunità e per favorire l'accesso al lavoro per le donne".
Giustizia, anche se solo ormai morale, hanno quindi avuto le due vigilesse municipali che circa due anni fa si erano rivolte alla Consigliera Regionale di Parità, in quanto al rientro al lavoro dopo la maternità si erano viste rifiutare la richiesta di part time.
Il Comune di Cagliari, infatti, il 12 maggio 2005 aveva adottato un regolamento discriminatorio che vietava appunto l'utilizzo del part time nel Corpo di Polizia Municipale.
Dopo l'emanazione del recentissimo bando, del 29 agosto scorso, per l'assunzione di 6 agenti di Polizia Municipale, che reiterava il divieto del part time, la Consigliera di Parità ha deciso di adire alle vie legali con il ricorso al TAR, ottenendo questa positiva affermazione che fa giustizia delle posizioni da tempo sostenute con l'amministrazione comunale in questa vicenda. Il Comune dovrà entro 30 giorni annullare la clausola del predetto bando che vieta il part time e, contestualmente, dovrà provvedere a sospendere le procedure del concorso già attuate, riaprendo con la massima pubblicità i termini del Bando di concorso privo, questa volta, della norma discriminatoria.
Cagliari, 30 novembre 2007
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Stop alle dimissioni dal posto firmate in bianco di Francesca Milano
Dopo l'approvazione della Camera arriva il nulla osta anche in Senato per il disegno di legge n. 1695 sulle nuove modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie. Il provvedimento è stato votato a larga maggioranza:insieme all'Unione si è schierata anche An. La legge introduce l'obbligo di consegnare le dimissioni su un modulo numerato che avrà una validità di 15 giorni. Questo stampato sarà distribuito dai centri territoriali per l'impiego e da altre postazioni pubbliche e dovrà attestare la certezza "cronologica" della volontà del lavoratore di dimettersi. «In questo modo - spiega la relatrice Colomba Mongiello (Sd) - si cerca di porre fine alla pratica molto diffusa delle false dimissioni in bianco, fatte sottocrivere al dipendente nel momento stesso dell'assunzione, quando il rapporto di forza tra i contraenti è a favore del datore di lavoro». La disposizione si applica non solo ai rapporti di lavoro indeterminato, ma anche ai tutti gli altri contratti di lavoro, siano essi a tempo continuato o parziale, comprese anche le prestazioni di lavoro autonomo, indipendente e di consulenza. Le prescrizioni della legge, approvata in via definitiva dal Senato, stabiliscono, poi, la nullità delle dimissioni in assenza dei requisiti e delle forme previste. «Quella delle dimissioni in bianco - afferma la senatrice Mongiello - è una pratica scorretta che penalizza soprattutto le donne, a cui alcuni datori di lavoro fanno sottoscrivere fin dal momento dell'assunzione le dimissioni dal posto occupato. Dimissioni in bianco che entrano in vigore a discrezione del datore di lavoro: spesso per sanare conflitti o per impedire l'esercizio di diritti fondamentali come quello per la maternità e per prolungata malattia». L'approvazione definitiva al Senato è stata festeggiata da tutta la maggioranza: «Siamo molto soddisfatti - sottolineano da Sd - perchè fin dalla nostra nascita abbiamo chiarito che il lavoro è il tema centrale delle nostre priorità politiche ». La battaglia contro le dimissioni in bianco è stata sostenuta anche dall'Ugl e dalPrc. «Ci auguriamo -affermano i senatori di Rifondazione - che il governo affronti ancora con coraggio i temi del lavoro, della precarietà e della sicurezza». A votare contro, oltre ai senatori di Forza Italia, anche l'Udc. «Il disegno di legge - spiegano i senatori Luigi Maninetti e Nedo Poli - introduce un meccanismo che complica e appesantisce la gestione del rapporto di lavoro e allo stesso tempo lascia il dubbio interpretativo circa l'effettiva portata della disposizione ». Secondo l'Udc «la giurisprudenza attuale è già particolarmente attenta a tutelare i lavoratori in caso di dimissioni in bianco, ritenendo nulli gli atti di recesso così formulati ». Nello scorso anno, però, secondo i sindacati sono stati 40mila i casi di false dimissioni in bianco riscontrati.
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Sentenza favorevole a lavoratrici che hanno dovuto subire discriminazioni collettive derivanti da contratti nazionali esistenti in materia di maternità nell'ambito di lavoro delle dipendenti del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Il ricorso è motivato dal mancato riconoscimento del diritto di due lavoratrici di percepire la quota del fondo unico di amministrazione (determinazione dei criteri di distribuzione) in base alle effettive presenze.La decisione del Tribunale di Padova ha dichiarato la nullità dell'esclusione delle lavoratrici dalle presenze durante le assenze per maternità e pertanto ha riconosciuto il diritto a percepire la loro spettanza in materia di quota del fondo previsto.
Il testo della sentenza
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Pagina aggiornata al:
09 Gennaio 2012
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