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RISERVA NATURALE MONTE PENNA

 

Comune di Castellazzara

Un gruppo di rilievi, alle pendici sud-orientali dell'Amiata, costituisce la Riserva naturale regionale del Monte Penna. Emergono in altezza il Poggio della Vecchia (1086 metri) e il Civitella (1107 metri). L'area ricade interamente sul territorio di Castell'Azzara e confina con la riserva del Pigelleto, nel comune di Piancastagnaio, in Provincia di Siena. La superficie montuosa interessata ai provvedimenti di protezione supera i mille ettari, comprese quattro aree contigue.

Dal punto di vista geologico sono molteplici gli aspetti da evidenziare; in primo luogo gli affioramenti rocciosi appartenenti al complesso Facies Ligure: formazione argillosa di Santa Fiora (Cretaceo superiore-Paleocene), formazione calcareo-arenacea della Pietraforte (Cretaceo-superiore) e formazione delle argille con calcari palombini (Cretaceo inferiore). Significativa l'area carsica del Monte Elmo e le grotte che si trovano sui poggi adiacenti. Infine in località Abetina si riscontra una mineralizzazione cinabrifera. Il mercurio è stato estratto dall'inizio del secolo fino al 1974.

Negli impluvi e nelle doline si rinvengono foreste di frassini, faggi e cerri. Di grande interesse naturalistico è il bosco della Fonte, sul Poggio della Vecchia, costituito da formazioni miste di acero campestre, acero trilobo, acero montano e acero obtusatum. La riserva risulta quasi completamente boscata, con l'esclusione di piccole zone circostanti i poderi. Vicino all'abitato di Selvena sono presenti piante di Castagno di eccezionali dimensioni. Nella Riserva vivono uccelli come la poiana, l’allocco e il gufo comune. La fauna annovera anche mammiferi come la volpe, l’istrice, il cinghiale, il capriolo, la donnola, la puzzola, la faina e la martora. Infine di grande interesse il popolamento di pipistrelli nelle grotte vicino a Castellazzara. Per quanto riguarda l’arte e la storia il consiglio è quello di salire ai resti della Rocca Silvana

Come ci si arriva: da Grosseto si prende la "Due Mari" fino a Paganico. Da qui si prosegue per Arcidosso, Santa Fiora e poi Castell’Azzara. Superato il paese, dopo circa due chilometri, si gira a destra. La riserva è aperta e per visite guidate rivolgersi al Gruppo speleologico "L’Orso" (telefono 0564/951032).


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