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Fonte:  IL TIRRENO

27 giugno 2015

Rubrica: Sanità


Sanità, 4700 firme contro la riforma dei tagli. Obiettivo: il referendum


di Samuele Bartolini La riforma sanitaria ha appena mosso i primi passi e sono già state raccolte le firme per cancellarla. È stata uno degli atti fondamentali della legislatura del primo Rossi, approvata all’ultimo tuffo in consiglio regionale per fare fronte al taglio da 300 milioni imposto dal governo nazionale. Ma comitati, associazioni e pezzi della sinistra radicale sono sul piede di guerra. Lunedì prossimo depositeranno in Regione 4700 firme. Obiettivo: abolire la riforma con un referendum. Il via libera del collegio di garanzia è atteso prima della fine dell’estate. Poi comincerà la campagna per raggiungere il tetto delle 40mila firme. Il referendum dovrebbe tenersi i primi mesi del 2016. Il fronte è guidato dal Comitato di emergenza sanitaria toscana animato da ex-dirigenti delle Asl, medici e infermieri. E trova l’appoggio legale nell’Aduc, l’associazione dei consumatori che mette a disposizione i propri avvocati. «La riforma non ha programmazione futura, non fa nessuna analisi di ciò che funziona. Taglia e basta. Ma noi non permetteremo lo smantellamento della sanità pubblica», attacca il presidente del Crest Valerio Bobini. I comitati e le associazioni puntano il dito contro la riduzione dei 2000 lavoratori tra medici, infermieri e amministrativi incentivati ad andare in pensione con la pre-Fornero. Pare probabile l’esternalizzazione del servizio sanitario. Ma non è finita qui. Bobini denuncia pure lo strapotere di Rossi. È il presidente che ha nominato con un decreto i super-commissari delle tre mega-Asl: Damone per l'Area vasta centro, Majno per l'Area vasta nord-ovest e Piovi per l'Area vasta sud-est. «Ma l’accentramento dei poteri dimentica le esigenze dei territori», dice Bobini. E il depotenziamento del nuovo assessore alla sanità Stefania Saccardi pare dietro l’angolo. Anche se l’anello di collegamento con la Saccardi, che è persona di riferimento di Renzi nella giunta Rossi, ha tutta l’aria di tenere spalancate le porte di Misericordie, Pubbliche Assistenze e assicurazioni nella spartizione della torta sanitaria. Il budget della spesa sanitaria è un piatto ghiotto per i privati: si aggira sugli 8 miliardi di euro, circa il 70% del bilancio regionale.


 
 

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