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Fonte:  IL TIRRENO

02 luglio 2015

Rubrica: Sanità


Parte la fusione di Arezzo, Siena e Grosseto. Desideri è il super commissario: «Nessun taglio ai servizi per i pazienti» Via all’Asl unica per le tre province


GROSSETO È cominciata la rivoluzione all’Asl. Ieri la nuova organizzazione del servizio sanitario toscano prevista dalla legge regionale di riforma è partita. L’Asl di Grosseto verrà, pertanto, unita a Siena e Arezzo, anche se il nuovo assetto sarà pienamente operativo solo da gennaio 2016, quando saranno definitivamente costituite le tre nuove Asl. Intanto, con il decreto firmato martedì sera dal presidente della Regione, vengono meno le direzioni aziendali delle Asl di Siena, Grosseto e Arezzo e diventano operative le funzioni dei commissari. Nel caso della Asl della Toscana meridionale, Enrico Desideri, affiancato dai vicecommissari Daniele Testi, per la Asl di Grosseto, Branka Vujovic per Arezzo, Enrico Volpe per Siena; il coordinamento di Area vasta è affidato, dal primo maggio 2015, a Monica Piovi. Come prevede la legge regionale, queste nomine decadranno il 31 dicembre 2015, per essere sostituite dai vertici definitivi della nuova Asl della Toscana sud-est. Ai tre vicecommissari, figure di riferimento per i rispettivi territori, saranno delegate le funzioni di gestione ordinaria e di gestione dei rapporti con le istituzioni locali, in ogni singola azienda. In questo senso, ci sarà la massima collaborazione tra il commissario e il vice-commissario, gli amministratori e i tecnici della Regione affinché il percorso verso il nuovo sistema sanitario avvenga senza tagliare i servizi, ridurne la qualità e penalizzare alcuna porzione di territorio, per quanto decentrato e distante dai grandi centri. Così come verranno tutelate la qualità e l'eccellenza del lavoro svolto da tutto il personale dell'azienda, che ha prodotto, in questi anni, ottimi risultati. «I cambiamenti che si prospettano non devono allarmare i cittadini - ha dichiarato Desideri - poiché non ridurremo i servizi in essere. La sfida è grande ma non si vincerà accorpando e riducendo i servizi, sia perché queste politiche non rientrano nelle linee di indirizzo regionale, sia perché la nostra Area vasta ha una logistica ed una dimensione che non lo rendono neppure pensabile. Così come non sono previste chiusure dei piccoli ospedali. Naturalmente, dovremo cercare di reinterpretare strategie e ruoli delle piccole strutture per adeguarle meglio ai contesti di riferimento, evitando il più possibile sprechi e duplicazioni, che pure sono presenti». Desideri intende portare avanti la futura gestione, precisando che intende farlo insieme ai sindaci e ai professionisti delle aziende, in modo da dare solidità e certezze ai percorsi diagnostici e terapeutici, in particolare quelli di raccordo fra ospedale e territorio.


 
 

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