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Percorso:

Fonte:  IL TIRRENO

23 aprile 2015

Rubrica: Sanità


Stop alla liberalizzazione degli orari delle farmacie


di Francesca Ferri GROSSETO Il Tar di Firenze mette uno stop alla liberalizzazione degli orari delle farmacie nel Comune di Grosseto. I giudici della seconda sezione hanno accolto il ricorso presentato da otto titolari di farmacia (Fausto Malinverno, titolare dell'associazione provinciale titolari di Farmacia, Andrea Severi, Cecilia Severi, Marcello Dionisio, Rita Ruggeri, Chiara Concialini Pinelli, Giancarlo Petrucci, Luca Mencarelli) contro l’ordinanza numero 2 che, a metà gennaio, il sindaco Emilio Bonifazi ha emanato per riorganizzare orari e turni delle farmacie e dei dispensari farmaceutici del territorio. L’ordinanza è nata dopo che – si legge nel testo – «tutte le farmacie del capoluogo e delle frazioni hanno comunicato di effettuare orari ben superiori alle 40 ore settimanali» previste dalle norme, rimanendo aperte anche il sabato pomeriggio. Dal canto loro, i dispensari farmaceutici – recita ancora l’ordinanza – hanno a suo tempo chiesto di effettuare un orario ridotto. Tra i farmacisti, insomma, c’era l’esigenza di ritoccare gli orari fissati in due precedenti ordinanze (la 157 del 2009 e la 469 del 2011). A novembre e a dicembre 2014 si sono tenute due consultazioni tra il Comune, le varie associazioni di categoria, l’Ordine provinciale dei farmacisti e l’Unità operativa dell’Asl 9, per rivedere l’organizzazione di orari e turni. Frutto di questi incontri è stata la decisione, da parte del Comune, di far decadere le vecchie ordinanze e di emanarne una nuova che, sulla base delle nuove norme sulle liberalizzazioni lascia libertà di aprire a piacimento, secondo gli orari ritenuti più opportuni dagli stessi farmacisti. Gli unici obblighi previsti dalla nuova ordinanza sono che le farmacie di città devono star aperte almeno 40 ore a settimana, divise in almeno in cinque giorni; quelle rurali devono stare aperte almeno trentasei ore, divise in cinque giorni. L’ordinanza di gennaio fissava anche gli orari dei dispensari farmaceutici e i turni di ferie. Otto farmacisti, tra cui il presidente della categoria, si sono opposti e hanno chiesto che in attesa della discussione, l’ordinanza venisse sospesa. Il Tar ha dato loro ragione. Secondo i giudici, l’ordinanza è un vero atto di deregolamentazione che dovrebbe essere seguito da una serie di provvedimenti capaci di dare «effettiva prosecuzione» a questo processo. Agli occhi dei giudici, però, il rinvio a successivi provvedimenti annunciato nell’ordinanza «appare integrare più una clausola di stile che un’effettiva prosecuzione del processo di deregolamentazione». Per il Tar, inoltre, «sussiste il danno grave e irreparabile in considerazione della sostanziale difficoltà di impostare un servizio farmaceutico efficiente e rispondente ai bisogni della collettività». Il Tar dunque accoglie il ricorso, che sarà discusso nel merito il 3 dicembre. Nel frattempo, sospende l’ordinanza così che per le aperture delle farmacie tornano in vigore gli orari precedenti. «Questo ricorso ci ha un po’ sorpresi – commenta il sindaco, Emilio Bonifazi – Molti farmacisti ci avevano espresso la volontà di stare aperti. Con l’ordinanza abbiamo dato questa possibilità a tutti. Non faremo certo ricorso contro la sospensiva, ma organizzeremo al più presto un nuovo incontro per capire quali sono le nuove esigenze dei farmacisti. Il nostro interesse è unicamente quello di dare il miglior servizio ai cittadini che, nei giorni festivi, hanno diritto ad avere facile accesso alle farmacie aperte».


 
 

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