Percorso:

Fonte:  IL TIRRENO

09 novembre 2013

Rubrica: Lavori pubblici


«Quella melma non è affatto pericolosa» L’assessore Tei presenta i lavori al Beveraggio e smorza la polemica sui fanghi scavati dal fondale. Lunedì altre analisi

ambiente

di Maurizio Bernardini GROSSETO Sta tornando a essere un luogo di cui non vergognarsi. Proseguono i lavori di pulizia del Consorzio di bonifica al fosso Beveraggio. La melma pare non sia più inquinata come un tempo e l’ondata di polemiche che avevano investito l’iter delle operazioni va svanendo. Ieri, in contemporanea con la conferenza dell’assessore all’Ambiente Giancarlo Tei e il presidente del Consorzio bonifica Fabio Bellacchi sullo stato delle cose, sui quotidiani campeggiavano le accuse del Forum ambientalista. Il portavoce del gruppo, Roberto Barocci, tuonava contro il metodo adottato dal Consorzio, che ha lasciato la melma tirata su dal fondale del Beveraggio a ridosso dei campi. «Se quei fanghi tossici non vengono spostati o smaltiti in modo corretto, siamo pronti a chiamare i carabinieri», ha detto Barocci. Parole che non sono andate giù all’assessore all’ambiente. Tei le bolla come «un procurato allarme». L’esponente di giunta è nervoso, colpito nell’orgoglio. Battibecca anche con una residente stanca dal protrarsi della vicenda e preoccupata dei possibili danni ambientali. Poi reagisce. «Qui nessuno improvvisa e nessuno è matto. Non voglio essere ringraziato e non cerco medaglie. Ma non tollero certe uscite. Prima il cumulo di fanghi non c’era perché i lavori non c’erano. Sembra che questo fosso sia utile per fare polemiche e basta». Scorrono i minuti, la tensione si smorza. L’assessore dà atto al Forum di essere stato uno dei protagonisti positivi e propositivi della e nella vicenda. Arriva anche la rassicurazione: «Quelle analisi pubblicate sui giornali sono vecchie. Le abbiamo fatte fare altre, ripetute per tre volte (dallo Studio Ambiente, ndc). Se poi qualcuno vuol dire che sono false si faccia avanti». Mentre parla, Tei consegna due distinte relazioni tecniche: una è di luglio, l’altra di agosto. Sono stati fatti diversi campionamenti, dodici saggi alla distanza di 100 metri l’uno dall’altro. Il tutto alla profondità di 30 centimetri. Risultato? Studio Ambiente classifica il fango come «non pericoloso» e lo identifica come rifiuto della pulizia delle fognature, senza però riportare l’elenco delle sostanze analizzate e il risultato valore per valore. Comunque Tei promette: «Verranno fatte ulteriori analisi, saranno pronte lunedì e diranno se i rifiuti scavati dagli uomini del Consorzio dovranno esser portati a recupero o smaltiti in una discarica idonea». La chiusura della conferenza stampa l’assessore la passa a dialogare con la residente che l’aveva incalzato a inizio mattinata. Alla fine, la donna, è quasi soddisfatta. «È un sogno che si sta avverando. Dopo l’appalto fallito (avviata una gara, poi ritirata per costi ritenuti eccessivi, ndc) mi aspettavo saremmo andati in là nel tempo. Ricordo però che Tei stesso, nel 2012, diceva di fare in fretta perché c’erano metalli pesanti nel fosso e temeva per la falda. Se oggi mi assicura che va tutto bene, per me va tutto bene».


 
 

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