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Fonte:  LA NAZIONE

09 novembre 2013 01:00

Rassegna stampa, LA NAZIONE, Ambiente


Data e ora di scadenza: 09 novembre 2013 01:00

Tei: «I fanghi del fosso Beveraggio non sono assolutamente rifiuti pericolosi»


IL COLPO d’occhio è sicuramente migliore. I lavori iniziati nel fosso Beveraggio, uno dei punti critici al centro di roventi polemiche, hanno un duplice scopo: la pulizia straordinaria e la riqualificazione complessiva di una zona che rischiava di diventare una buccia di banana. Non per Giancarlo Tei, l’assessore all’ambiente che, dopo aver incassato quintali di accuse da parte degli ambientalisti, ha tirato dritto e oggi si gode l’inizio di un’opera di bonifica attesa da tempo. Due le tempistiche messe a punto dall’Amministrazione, per un primo impegno di 350mila euro: un primo stralcio, eseguito dalla ditta Sit, ha riguardato il prelievo dell’acqua presente e l’ispezione delle fognature bianche alla possibile ricerca di possibili scarichi irregolari di acque nere. Dell’opera di pulizia si sta occupando il consorzio di Bonifica Grossetana, con il quale l’ente aveva già stipulato una convenzione per la gestione straordinaria della manutenzione di canali, impianti irrigui e pozzi. Ma è sullo smaltimento dei fanghi che da ieri hanno iniziato a toglierli dal letto e dalle sponde del canale, al centro delle ultime polemiche da parte del forum ambientalista, che si riapre la polemica. Destinata ben presto a chiudersi, anche perché i campionamenti effettuati sui fanghi e, soprattutto sul letto del fosso anche grazie a perforamenti, allontanano qualsiasi tipo di pericolo. Le tracce di metalli pesanti (mercurio, ferro e zinco), rilevato nell’agosto del 2011 dalla Asl, sono un ricordo.

LA RELAZIONE
tecnica di Studio Ambiente, la ditta incaricata dall’Amministrazione per i campionamenti, il 5 di agosto, tramite il dottor Massimo Gorelli, ha tranquillizzato tutti utilizzando un metodo innovativo che sgombra il campo da qualsiasi dubbio. Sul bordo del fosso sono stati effettuati 12 «saggi» alla distanza di 100 metri l’uno dall’altro alla profondità di 30 centimetri, partendo dall’abitato e proseguendo secondo il naturale scorrimento dell’acqua nel fosso. Il mixer di quattro saggi consecutivi hanno prodotto un campione per un totale di tre campioni (da 0 400 metri, da 400 a 700 metri e da 800 a 1.200 metri). «Le prove analitiche cui sono stati sottoposti — ha detto l’assessore — hanno mostrato valori tali da classificare i rifiuti come non pericolosi e idonei al conferimento in discarica per rifiuti non pericolosi». Campionamenti che proseguiranno anche adesso, nei mucchi ammassati sulle sponde, per non lasciare nulla al caso. Lo smaltimento del materiale raccolto durante questo intervento sarà effettuato dalla ditta Busisi. Non sono mancate, comunque, le polemiche. Di una residente della zona che ha chiesto spiegazioni sui metalli pesanti nei fanghi come dalle analisi in suo possesso. «Sembra un sogno vedere il fosso così, ma non basta. L’estate — dice — ci sono odori insopportabili». Pronta la risposta di Tei: «La situazione è cambiata rispetto a due anni fa».


 
 

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