Percorso:

Fonte:  IL TIRRENO

16 novembre 2013

Rubrica: Ambiente


Nichel nei fanghi del Beveraggio


GROSSETO «Al Beveraggio c’è una presenza di nichel che, seppur di poco, non rientra nei parametri. Dobbiamo portare tutto in adeguata discarica»: eccola la frase, pronunciata dal dirigente comunale Luca Vecchieschi e confermata dall’assessore all’ambiente Giancarlo Tei, che fa sobbalzare sulla sedia quelli del Forum ambientalista. Sì, perché le ultime analisi fatte alla fanghiglia maleodorante tirata su dal fondale del fosso pare non siano andate proprio lisce. Così, mentre la melma viene portata via con destinazione Piombino (i carichi sono già iniziati da un paio di giorni e procedono spediti) c’è chi continua a interrogarsi sullo stato di quel torbido canale che attraversa la città e sfocia nell’area portuale di Marina. L’eventualità che quegli scarti emersi durante i lavori di pulizia del fosso non fossero recuperabili, ma da destinare a uno smaltimento in una struttura idonea, c’era. Ma ora che si parla pure di nichel (mentre in passato erano state rilevate forti componenti di mercurio, piombo e zinco) la preoccupazione monta. Ieri avremmo dato volentieri un’occhiata ai parametri emersi dalle rilevazioni, ma nessuno è riuscito a farci avere la documentazione del caso. Sarà per i prossimi giorni. D’altra parte Tei è tranquillo: l’uomo della giunta è sicuro d’aver fatto il possibile e di essersi dedicato a una faccenda che si trascinava, senza soluzioni, da anni. Insomma, dal suo punto di vista l’esponente socialista è convinto d’aver dato una scossa al corso delle cose. E, visitando il fosso che va man mano recuperando dignità, non è semplice dargli torto. Ora, pomo della discordia restano le analisi: le ha fatte una realtà privata, Studio Ambiente. «Se qualcuno vuol dire che sono false si faccia avanti» aveva tuonato l’assessore durante un’accesa conferenza stampa tenuta nelle scorse settimane. Ma perché non si ci si è rivolti all’Arpat? Sia per l’assessore che per Vecchieschi «L’Arpat da qualche anno non le fa più su commissione. Le fa solo nel momento in cui si muove come organo di controllo». Senza considerare che, dice Tei, «Dovremmo pagarle e aspettare di essere inseriti nel loro calendario». Ma su questo punto Roberto Barocci (Forum ambientalista) non ci sta e - contattato da noi - sbotta: «La legislazione obbliga il Comune ad affidarsi ai prelievi Arpat e non dei privati. L’Arpat è stata estromessa. Inoltre i prelievi non si fanno a 30 centimetri di profondità (dice, criticando il metodo messo in piedi dai privati, ndc) ma, come dice la legge, nei punti dove si presume ci sia la massima concentrazione d’inquinamento». Dunque il monitoraggio andava eseguito «Sull’alveo del fosso, non sulle sponde. E quella fanghiglia andava portata via subito con i camion, non lasciata ai margini dei campi, per giorni e giorni, sotto la pioggia». Ora, mentre i mezzi della ditta Busisi trasportano nel Livornese quella melma che dovrebbe comunque essere stata classificata come “rifiuto non pericoloso” si guarda al futuro. «Stagione permettendo – fanno sapere dal Consorzio di bonifica - mercoledì il lavoro di pulizia del fosso sarà concluso. Poi livelleremo il fondale per agevolare lo scorrimento dei liquidi ed evitare si creino zone stagnanti. Entro una settimana dovremmo aver finito tutto». Arriva, puntuale, anche l’auspicio del Forum ambientalista: «A noi cittadini piace pensare che l'amministrazione stia iniziando a preoccuparsi per la salute dei cittadini. Quindi ci auguriamo che la prossima scelta sia la costruzione di un depuratore degli scarichi fognari». Ma il punto – e almeno su questo sono più o meno tutti concordi – rimane: chi inquina il fosso del Beveraggio?


 
 

Provincia di Grosseto
Piazza Dante Alighieri, 35 - 58100 Grosseto (GR) - Italy | Telefono (+39) 0564 48 41 11 - Fax (+39) 0564 22 385
Posta elettronica certificata: provincia.grosseto(at)postacert.toscana(punto)it - Sito internet: www.provincia.grosseto.it
Codice fiscale 80000030538