Versione stampabile:

Fonte:  IL TIRRENO

03 luglio 2015

Rubrica: Sport


Bonifazi: Il comportamento di Camilli è ridicolo


bonifazi alla radio

«Il Comune metteva 200.000 euro per lo stadio e lui non tagliava neanche l’erba. Adesso cerchiamo un rilancio che parta più in alto della Terza categoria»

di Maurizio Caldarelli wGROSSETO «Il Grosseto ripartirà da una categoria più alta della Terza categoria». Lo ha assicurato ieri il sindaco Emilio Bonifazi intervenuto nel programma “Casa Toscana” in onda su Radio Blu. Bonifazi ha difeso l’operato della sua giunta, ha definito «ridicolo» il comportamento del patron del Grosseto Piero Camilli e ha parlato dei possibili scenari per trovare una soluzione per far proseguire il calcio a Grosseto. «L’amministrazione – ha esordito Bonifazi – sta valutando con grande impegno quella che è la situazione: ci sono una serie di incontri per verificare la possibilità di far ripartire il calcio a Grosseto. La non iscrizione alla Lega Pro apre il percorso del Lodo Petrucci che investe direttamente il sindaco, che ha tutto l’interesse a proseguire con una squadra nella migliore categoria possibile». «La società che nascerà non sarà Unione sportiva Grosseto – sottolinea Bonifazi – e si sta guardando il mondo economico per vedere chi è in grado di fare un progetto. Si fa facendo un lavoro che tra qualche giorno porterà i suoi frutti». Inevitabile una domanda sulla polemica con il “Comandante”. «Il comportamento di Camilli è ridicolo, visto che l’amministrazione comunale non l’ha mai accusato di niente. Nessuno gli disconosce di aver avuto grandi risultati. Non dimentichi però che in due mesi, e ho avuto critiche per questo atto, gli abbiamo rifatto lo stadio adeguato per la serie B. Diventammo una specie di sperimentazione, entrando nell’osservatorio nazionale del ministro dell’interno». Bonifazi ricorda che Camilli «pagava 15.000 euro all’anno e noi ce ne mettevamo 200.000 per mettergli a posto lo stadio. Lui non tagliava nemmeno l’erba. Con queste dichiarazioni rovina rapporti personali, ma questo non m’interessa. Casomai se la deve vedere coi tifosi. Nel 2011 disse che ero il migliore, ora che sono il peggiore: questa polemica non mi entusiasma». Bonifazi si è riscaldato alla domanda se in questa vicenda, oltre a Camilli, non esca sconfitto anche il Comune. «Perché mai dovremmo sentirci sconfitti?», sbotta. «Camilli chiede di portargli imprenditori, ma io non faccio il mediatore, lui non sa cosa vuol dire fare il sindaco. Per l’amministrazione lo sport è una piccola porzione del lavoro. La sconfitta è quando non ci sono prospettive: la città ora può essere più coinvolta rispetto alle 300-400 persone che c’erano ultimamente in uno stadio da 10.000 posti. Vogliamo ripartire e qualche imprenditore, qualche persona che tiene alla squadra, non solo il sindaco, dovrà contribuire a un nuovo percorso».